Se Naro riflettesse

È riduttivo attribuire le responsabilità dei mille problemi solo alla politica, addossando la colpa di ciò alle istituzioni pubbliche, ai partiti ed alla concezione di Stato da essi elaborata, perché  la società civile e la società politica sono a vicenda corresponsabili.

Manca il senso civico e quello di appartenenza collettiva, cioè un’etica culturale comune, che è la base  della convivenza civile.

Noi abbiamo bisogno di recuperare il significato di società civile ed affidare a questa il compito di stimolare e recuperare il suo nucleo di valori condivisi, pluralistici e differenziati per convergere verso obiettivi di bene comune, in modo che la politica non sia baratto o espressione di interessi corporativi. Bisogna conferire alla politica la tensione ideale e progettuale che le compete.

La risoluzione dei tanti problemi e lo sviluppo di una qualsiasi società è legato infatti,  non solo alla politica, ma soprattutto all’economia, alla cultura, all’informazione ed alla legalità, le quali esercitano una forte incidenza sulle varie forme di vita associata.

Il riscatto della società civile, della democrazia delle nostre piccole o grandi comunità, dipende dalla capacità di riappropriarsi di questi ambiti.

L’economia deve essere produttiva e fatta anche, soprattutto dalle nostre parti, da piccoli imprenditori; non deve essere assistenziale o clientelare.

La Scuolae l’Università devono essere di qualità, collegati al mondo economico e produttivo, non diffusi diplomifici di titoli inutili, per  formare culturalmente e professionalmente i nostri giovani in modo di essere adatti ad immettersi sul mercato del lavoro reale.

L’informazione deve essere terza, non asservita al potere economico o politico.

Se ciò accadrà, recupereremo libertà e dignità.

Il crollo dei partiti tradizionali, il bisogno di farne di nuovi, il moltiplicarsi di iniziative di cooperazione e di solidarietà sociale, iniziative sempre più diffuse di reazione alla gestione dei media, la presa di coscienza delle conseguenze negative indotte dalla cattiva gestione del sistema  economico che creano sperequazioni e nuove sacche di povertà, apre anche dalle nostre parti squarci di rabbia e verità, ed io aggiungo, spiragli di speranza. Bisogna rimboccarsi le maniche, cooperare, essere uomini di buona volontà, uomini liberi, ognuno di noi dia quello che può.

Bisogna ripartire dai valori comuni, non aspettare un eroe salvatore, perché, se non ci salviamo con le nostre forze, non credo che qualcuno un giorno si sveglierà pensando di risolvere i nostri problemi, principalmente di noi Naresi, e se ci dovesse essere…

“ Timeo danaos et dona ferentes”: Temo la morte e coloro che portano doni .  

Lillo Cremona

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Scritto da Redazione_VS

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